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Posts Tagged ‘cosa vedere a Milano’

Milano in bicicletta

09 mag

Milano in Bicicletta ItinerariQuando posso, mi piace girare il centro di Milano in bicicletta. Io amo girare a casaccio :P ma se volete scoprire Milano in bicicletta seguendo degli itinerari potete farlo!

Nonostante le apparenze, infatti, Milano offre molte aree verdi e oasi tranquille da girare comodamente in bici, magari in una bella giornata di sole, senza aspettare le domeniche a piedi di Milano.

Grazie al servizio BikeMi, dell’ATM di Milano, si può noleggiare ovunque una bicicletta. Basta semplicemente abbonarsi e si hanno a disposizione, in numerosi punti strategici della città, diverse stazioni di noleggio.

I percorsi in bici a Milano che vi suggerisco iniziano dai Giardini di Porta Venezia. Seguendo le piste ciclabili al suo interno, si possono ammirare tigli, magnolie, salici e faggi, si percorrono viottoli di ghiaia, si sale su ponticelli di legno e si passa vicino a piccole cascate. Se avete tempo, potete fare tappa al Planetario e al Museo di Storia Naturale. Usciti dai Giardini di Porta Venezia, potete proseguire per quelli di Villa Reale, i primi giardini “all’inglese” in Italia, che però – purtroppo – potete solamente guardare da lontano, perché qui si entra solo se si è accompagnati da un bambino minore di 12 anni.

Da Villa Reale potete poi prendere via Senato Marina e, attraversando il centro verso il Castello Sforzesco, arriverete all’ingresso di Parco Sempione, il cuore verde della città. Qui potete girare tra laghetti e prati e approfittarne per vistare la Triennale, salire sulla Torre Branca, da dove avrete una bellissima vista su tutta Milano e, infine, fermarvi a riposare in qualcuno dei tanti bar all’aperto.

Quella è solo una proposta tra i tanti percorsi bici di Milano ma Milano in bicicletta offre tanti altri itinerari diversi, spesso protetti da circuiti riservati alle piste ciclabili.

 

La storia del Teatro alla Scala di Milano

18 feb

Continuando sulla scia dei post su cosa vedere nella mia città, oggi voglio parlare del Teatro alla Scala di Milano: sul suo palcoscenico sono passati i più grandi musicisti, cantanti e direttori d’orchestra della storia e per questo viene considerato tra i massimi templi mondiali della musica e dell’opera.

Teatro alla Scala Milano

La storia della Scala di Milano inizia nel 1776 quando un incendio distrusse il Regio Ducal Teatro, ospitato nel cortile di Palazzo Reale. Un decreto dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria affidò a Giuseppe Piermarini l’incarico di costruirne uno nuovo. Il luogo prescelto fu quello della Chiesa di Santa Maria alla Scala, che fu demolita per fare posto al teatro. Il Piermarini, per il suo progetto, si ispirò alla Reggia di Caserta. Il Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala fu inaugurato il 3 agosto 1778 con la prima assoluta de L’Europa Riconosciuta di Salieri.

La costruzione del teatro fu finanziata da un gruppo di famiglie milanesi che continuavano a sostenerlo e ne detenevano la proprietà attraverso le quote dei palchi. A quel tempo il teatro era usato non solo come luogo di spettacolo, ma anche per gestire la propria vita sociale. I proprietari dei palchi vi ospitavano invitati, mangiavano e, nel ridotto, giocavano d’azzardo. Tutto questo mentre sul palco si svolgevano gli spettacoli. Il che lascia capire con quale attenzione venissero seguiti!

Le prime stagioni del Teatro alla Scala di Milano, fino agli anni Venti dell’800, videro rappresentate le opere dei migliori compositori dell’epocaNel 1839 iniziò la stagione di Verdi, che però dal 1945, per vent’anni, non presenterà più opere al Teatro alla Scala a causa dei suoi contrasti con gli impresari che non venivano incontro alle sue richieste.

Nel 1898 la Scala di Milano divenne una Società Anonima presieduta da Guido Visconti di Modrone. La direzione artistica fu affidata ad Arturo Toscanini, che portò Wagner, Berlioz ma anche compositori contemporanei come Mascagni e Boito.

Storia della Scala di Milano

Nel 1920, grazie alla rinuncia del diritto di proprietà sia da parte dei palchettisti che del Comune, venne fondato l’Ente Autonomo Teatro alla Scala e fu costituita l’Orchestra del Teatro alla Scala, formata da musicisti selezionati con criteri rigorosissimi e assunti a tempo indeterminato. Alla direzione musicale tornò ancora Toscanini. Nel 1929 il governo fascista si assunse il potere di nomina del Presidente dell’Ente. Per questa ragione, e per essere stato schiaffeggiato dopo il rifiuto a suonare Giovinezza, Toscanini rinunciò nuovamente all’incarico e si trasferì a New York.

Nell’agosto del 1943 la Scala fu demolita in buona parte da un bombardamento. La ricostruzione fu avviata subito e terminò nell’immediato dopoguerra, nel 1946. L’inaugurazione della nuova sala fu affidata a Toscanini, che fu accolto trionfalmente, e il “Concerto della Ricostruzione” rimase nella storia di Milano. Gli anni ’50 vanno ricordati per il pubblico diviso tra i partigiani della Callas e della Tebaldi e per il debutto di Herbert Von Karajan.

Nel 1967 il Teatro alla Scala di Milano diventa, per volere dello stato italiano, Ente Lirico Autonomo, con un sovrintendente nominato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 1986 arriva Riccardo Muti che promuoverà riscoperte di autori come Cherubini e Willibald, con regie di ricerca e di rinnovamento.

Nel 1996 una legge dello Stato italiano ha trasformato l’Ente Autonomo nella Fondazione Teatro alla Scala, una fondazione di diritto privato senza scopo di lucro. Tra il 2002 e il 2004 il Teatro è stato profondamente ristrutturato con un progetto innovativo dell’architetto Mario Botta. Per l’inaugurazione Riccardo Muti ha voluto riportare sul palcoscenico L’Europa Riconosciuta di Antonio Salieri, che aveva inaugurato il Teatro nel 1776. Attualmente la sovrintendenza è affidata a Stéphane Lissner e la direzione musicale a Daniel Barenboim, che è anche direttore dell’Opera di Stato di Berlino.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Teatro alla Scala di Milano.