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Mostra fotografica a Milano: lo sguardo della fotografia sulla Milano ottocentesa

16 nov
Milano ottocentesca

Milano ottocentesca – il Duomo

In questi due giorni sembra che io mi sia fissata sulle mostre fotografiche… :)

Ma come posso non dedicare un post a questa mostra? Sto parlando di Lo sguardo della fotografia sulla città ottocentesca . Milano 1839 – 1899, mostra inaugurata il 28 ottobre presso le Sale Panoramiche del Castello Sforzesco di Milano e che sarà possibile visitare gratuitamente fino al prossimo 10 gennaio 2011.

Per chi, come me, è appassionato di fotografia e ama Milano, questo è un evento imperdibile (e per di più con ingresso libero!). Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e curata da Silvia Paoli, questa mostra presenta per la prima volta in maniera organica il rapporto instauratosi tra la fotografia e i mutamenti che hanno investito, nel corso dell’Ottocento, la città di Milano. Le bellissime immagini provengono dai fondi fotografici del Civico Archivio Fotografico di Milano, fondato nel 1933 al Castello Sforzesco, e da altri prestigiosi istituti milanesi come la Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli”, l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, al Castello Sforzesco, nonchè l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Molto interessante è, a mio parere, il confronto, con cui si apre la mostra, operato tra incisioni e stampe fotografiche dell’epoca, suggestivamente accostate per mostrare la continuità che caratterizza le due forme d’arte: quella dell’incisione e quella della fotografia.

Si prosegue poi con diverse sezioni dedicate ai più significativi luoghi milanesi e ai più importanti monumenti della città. Ci si troverà così a riscoprire la storia di Milano, una storia rivissuta attraverso questo mezzo espressivo spesso ridotto a semplice documentazione e invece ricco di significati e di valori estetici. Un supporto a metà tra documento e opera che ci mostra ciò che non possiamo più vedere con gli occhi, ossia il passato.

Non condivido il tono critico di Proust nei confronti della fotografia, ma vorrei comunque concludere con una sua citazione: “la fotografia acquista un po’ della dignità che le manca quando cessa di essere una riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più”.

 
 

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