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La storia dei Navigli di Milano

21 feb

A me piace tantissimo andare a passeggiare lungo i Navigli di Milano e fare l’aperitivo in uno dei tanti locali che si affollano lungo le banchine. Questa parte di città è sempre piena di vita e permette ancora di scoprire alcuni angoli caratteristici e ricchi di fascino.

I Navigli di Milano

La storia dei Navigli di Milano inizia nel XII secolo. Milano era allora una città d’acqua e l’idea fu quella di realizzare una rete di canali che dovevano servire come opera difensiva e per irrigare vaste aree agricole. In seguito furono trasformati in vie di comunicazione navigabili.

Quando raggiunse il suo massimo sviluppo, il sistema dei Navigli consentiva di collegare Milano al Lago Maggiore, a quello di Como e al basso Ticino, aprendo alla città le vie della Svizzera e dell’Europa nordoccidentale, dei Grigioni e dell’Europa nordorientale e, infine, la via verso il mare, attraverso il Po.

I Navigli di Milano erano cinque: Grande, Pavese, la Martesana, Paderno, Bereguardo. A fare da cerniera di collegamento tra questi cinque canali c’era la fossa interna o Cerchia dei Navigli, che però è stata interrata nel 1928.

Il primo canale, il Ticinello, fu inaugurato nel 1179. Misurava cinquanta chilometri. Da qui prese avvio la realizzazione del Naviglio Grande, che parte da Tornavento, sul Ticino, passa da Abbiategrasso e arriva alla darsena di Porta Ticinese. All’inizio aveva solo una funzione difensiva e irrigua e non era navigabile. Lo divenne nel 1272. Nel 1457, sotto Francesco Sforza, iniziò la costruzione della Martesana e subito dopo quella di Bereguardo. Dopo soli 35 anni Milano poteva contare su una rete di canali lunga 90 chilometri.

Nel 1482 Ludovico il Moro incaricò Leonardo da Vinci di studiare un sistema di chiuse e di navigazione, con l’ambizioso progetto di collegare l’Adda e il Lago di Como a Milano e, da qui, al Ticino. Le sue soluzioni geniali, che dovevano servire a superare grandi dislivelli, sono esposte oggi nel Museo dei Navigli.

Il progetto era veramente ardito per l’epoca e ci vollero altri due secoli per realizzare il Naviglio di Paderno. Nel 1805, sotto Napoleone, fu costruito il Naviglio Pavese, per il collegamento a Pavia. Finalmente la via al mare, come da sempre sognavano i milanesi, era aperta.

Per secoli i Navigli sono stati usati per trasportare merci e persone. I marmi della Val d’Ossola, utilizzati per decorare il Duomo, sono passati lungo le loro acque. Poi, nella seconda metà dell’Ottocento, la concorrenza della ferrovia e delle tramvie portò rapidamente a soppiantare la navigazione fluviale con il trasporto via ferro. Solo la Martesana rimase attiva per tutto l’Ottocento.

Quindi arrivò l’epoca delle automobili e alcuni Navigli furono coperti per far posto alle strade. Quelli rimasti entrarono in uno stato di abbandono, diventando discariche a cielo aperto o acque che raccoglievano gli scarichi inquinanti delle industrie. Sopravvissero solo il Naviglio Grande e la Martesana, anche se in condizioni sempre più compromesse.

Nel 1980 iniziò il progetto di recupero e di rivitalizzazione che ha portato Milano a riappropriarsi di una parte importantissima della sua storia, trasformando la zona dei Navigli in una delle più vive della città.

A proposito: lo sapete che è possibile navigare i Navigli e percorrere splendidi itinerari naturalistici? Ma di questo parleremo un’altra volta! :)

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